Videogames |
Retrogaming, che passione !!! |
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Breve analisi di un fenomeno destinato ad esplodere |
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Le "nuove leve" del mondo videoludico, ovvero quei fruitori del divertimento elettronico delle ultime generazioni, cresciuti con la Psx montata accanto al televisore o con Pc pompati con schede acceleratrici 3D, troverebbero oggi ridicoli, forse addirittura imbarazzanti, i videogiochi realizzati nei primi 10-15 anni dalla nascita del "nostro" passatempo preferito.
Esiste però una frangia, molto estesa, di persone che rigiocano con piacere i vecchi giochi da sala, Super Mario o Frogger come ideali capofila, o software ludici del periodo di gloria degli 8-bit, quando Commodore 64 e Spectrum si contendevano lo scettro di più amato dalla popolazione mondiale.
Foto 1.
Pong Se vi ricorda qualcosa, vuol Nessuna megaproduzione, ma solitari (spesso adolescenti) programmatori che scrivevano il codice per "giochini", a volte però davvero geniali e coinvolgenti, chicche di programmazione come, mi sovvengono tra i tanti, e tra i vari generi, Sentinel, Last Ninja, Bombuzal.
Foto 2.
Chi è questo tizio? Semplicemente fenomeno? Negli anni più recenti, grazie anche alla Grande Rete che espande ogni fenomeno e lo rende immediatamente (o mediatamente?) fruibile, grazie anche al diffondersi, di pari passo, di emulatori di vari vecchi computer - discorso vasto che qui non approfondiremo - ben funzionanti sui Pc di casa, a tutti è stata data la possibilità di rigiocare, o di scoprire (con tutti i limiti generazionali di cui si diceva all'inizio) l'archivio immenso di videogiochi prodotti per C64, Spectrum, Amiga, Amstrad, Msx, o anche per le vecchie console, come l'Intellivision, il Colecovision, Nes, Sega Megadrive, e tutta la serie di computer che non citiamo per non annoiare. Il piacere e la voglia di "retrogiocare" hanno diverse componenti. La prima, sulla quale spesso di dibatte nella posta delle "storiche" riviste del settore, è definibile, anzi è stata definita, con la parola nostalgia - che poi qui rappresenta un misto di sentimenti e ricordi ancora più vasto -. Va da sé che ogni individuo ricorda con piacere i giochi, i profumi, i colori e tutte le sensazioni della giovane età, o comunque delle epoche precedenti a quella in cui vive al momento. E, per chi ad esempio nel 1985 aveva 10-12 anni e passava i pomeriggi davanti al fidato 64 di casa Commodore, sono quelli i bei ricordi, come spesso accade amplificati ed edulcorati dal tempo, della nostalgia. Il retrogaming ha un'altra importante componente, rappresentando indubbiamente una sorta di "come eravamo" videoludico. Innegabile, infatti, è il fatto che i videogames hanno contribuito, quasi da soli, a quella capillare diffusione degli home computer che ha oggi raggiunto il proprio culmine. Consideriamo ancora, in questo breve excursus, che il videogioco è, oggi ma già da qualche tempo, fenomeno mediatico di massa, similmente a quanto avvenuto per la televisione, per il cinema, per la musica. Lara Croft, ad esempio: personaggio protagonista dei quattro famosissimi episodi di Tomb Raider, arrivata addirittura sulla copertina del Times, ha dei meriti indubbi tali da giustificare tale notorietà, oppure è stata piuttosto uno dei (primi?) pretesti con cui la comunità videogiocatrice ha potuto esplicare con forza al mondo la propria esistenza, per molti anni bistrattata e guardata con sospetto? Il retrogaming, insomma, ha anche valenza storica: rivedere oggi, non solo i singoli giochi, ma tutto l'insieme di un certo periodo, embrionale e poi sempre più maturo, del videogioco, fa parte di quello che può ufficialmente rappresentare, al pari di quanto avviene per altre categorie, lo studio di un fenomeno di costume imponente, oltre che un'enorme fetta dell'economia mondiale, su cui da tempo tante multinazionali hanno messo le loro mani.
Foto 3.
Zak McKracken, una delle più belle avventure grafiche della LucasArts
mente, ad esempio, ad un Quake III Arena o ad un ISS Evolution, e senza il lavoro di oggi il rischio sarebbe quello di perdere la prima, e più importante, parte della storia videoludica. Quello che per noi oggi è passato, insomma, domani sarebbe preistoria, e in quanto tale, nella memoria, perderebbe molte delle sue basilari sfumature. Sarebbe un po', mi si passi la metafora un po' forzata, come parlare dell'umanità partendo dall'anno 100 d.C. |
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