Parlare di Civilization è parlare della storia dei videogiochi: un gioco
uscito nel lontanissimo 1991 ed entrato direttamente nell'olimpo: successo di vendita (la
serie "civ" ha venduto la bellezza di 4 milioni di copie!!!) e di critica, con
il buon Sid Meier che rimane prigioniero di questa idea affascinante e dal coinvolgimento
ossessivo.Una idea geniale
La genialità di questo gioco risiede pressoché completamente nella originalità dell'
idea iniziale: il genere umano ha percorso un grosso cammino evolutivo, dalle buie caverne
fino allo spazio; durante questo viaggio, durato centinaia di migliaia di anni, ci sono
alcune pietre miliari che hanno segnato l'evoluzione del progresso: se prendiamo queste
scoperte, e le diamo in pasto a delle popolazioni in competizione tra loro, abbiamo il
gioco civilization: geniale!!
L'impianto di gioco si
basa su diverse popolazioni, tra cui la vostra, in competizione per un territorio e per le
sue ricchezze; all'inizio le possibilità di sviluppo sono scarse, poi le città crescono,
e cominciano a commerciare tra loro; il benessere si distribuisce sempre di più tra i
vari ceti; questa è la situazione ideale, ovviamente per realizzare questa situazione
così stimolante sarà necessario sudare le proverbiali 7 camicie, ma il tutto darà un
divertimento estremo.
Come andare in gita in campagna
Giocare a Civilization fornisce la medesima sensazione di quando si va in
campagna: si affrontano disagi, il confort non è il massimo, ma tutto viene
ripagato dalla rigenerazione psicofisica: analogamente, Civilization è un gioco che ha
come obbiettivo primario l'impianto di gioco e non la sua veste grafica: come a dire qui
c'è l'arrosto e non il fumo (in 3d).
Civilization è stata una pietra miliare nel campo degli strategici: può apparire
superato sia come concetto (modalità a turni) che come grafica, (direi abbastanza
ordinaria),ma appena ci giocherete sarete rapiti come è accaduto a milioni di giocatori
in tutto il mondo.
In questo gioco è necessario tenere sotto controllo sia un aspetto militare (è sempre
meglio diffidare dei vicini, specie se adocchiano una vostra bella città), sia l'aspetto
economico, che è fondamentale per potere avere un adeguato progresso
tecnologico/scientifico.
Un peso poi lo giocano anche le meraviglie, che fanno progredire la nostra popolazione,
con un incremento nella produttività, nella felicità della popolazione o nella ricerca.
Le musiche sono del tutto ordinarie, e accompagnando per tutta la durata del gioco alla
lunga stufano anche un poco, ma sono comunque ben realizzate; la grafica carina, sobria e
in 2D appare abbastanza superata.
Le novità sono
estetiche e strutturali: le variazioni rispetto agli episodi precedenti sono una modifica
radicale della diplomazia all'interno del gioco, e una serie di modifiche minori che
coinvolgono la vita al'interno delle città; è cambiato anche l'approccio dei
combattimenti, con le unità che possiedono una funzionale barretta di energia che rende
molto bene le condizioni di salute delle nostre milizie.
Adesso bisogna capire: vale la pena comprare un nuovo civ? Per quanto ci riguarda la
risposta è senz'altro affermativa, considerato comunque civ è pur sempre un fuoriclasse
nel suo genere, che si staglia nettamente dalla mediocrità assoluta degli strategici
degli utlimi tempi, potendo contare su un'idea talmente geniale da resistere agli attacchi
del tempo come le piramidi o il colosseo.
Il gioco non prevede ancora la modalità multiplayer, e questa è sicuramente una pecca
abbastanza grave, visto che si presterebbe secondo me benissimo ad essere giocato online.
Le partite iniziano nel 4000 a.c. a capo di una semplice tribù nomade costituita da un
un lavoratore ed un colone che fonda la prima città.
Il nostro compito sarà di portare il proprio popolo verso i fasti del potere, della
conoscenza scientifica e del benessere attraverso i secoli.
Sid Meier ha fondato la Firaxis Game e civilization III esce sotto le insegne della
firaxis, anche se la distribuzione è affidata alla "storica" infogrames.
Civilization III propone al giocatore tutto ciò che di buono e ottimo c'era nei due
titoli precedenti; la notevole intelligenza artificiale influisce facendo prendere
decisioni quali le dichiarazioni di guerra, le alleanze ed i tradimenti, cui potremo
opporre oltre alla potenza militare (da non trascurare mai) anche il potere culturale e
scientifico, ed il maggiore benessere di cui gode la propria popolazione.
Un titolo dunque vincente, che non mancherà di appassionare tutti i videogiocatori,
affezionati o meno alla tipologia del gioco, e di qualunque età. Il gioco è ipnotico, e
com sostiene Sid Meier stesso, l'attrazione esercitata è davvero universale, arrivando a
raggiungere qualunque fascia di utenti, stregati ed ammaliati da un gioco del tipo ancora
un turno e poi vado a letto...