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Alla sua uscita, Unreal rappresentò una ventata di originalità vera, sia per le atmosfere dark che per un engine grafico che per parecchio tempo è stato il più serio concorrente di Quake. Anche allora la comunità internazionale si divise tra i sostenitori ed i denigratori, questo episodio molto probabilmente dividerà ancora di più.
Il gioco inizia in modo abbastanza sobrio: ben presto capiremo che impersoniamo John Dalton, un ex-Marine, e che capitaniamo la nave pattuglia Atlantis; nel nostro equipaggio abbiamo la procace Aida, che terrà i briefing di missione Ne'Ban, il pilota e Isaak l'ingegnere.
Durante la prima missione raccoglieremo uno strano oggetto dotato di poteri grandissimi, e scopriremo presto che su latri piantei ce ne sono svariati; questo ha solleticato l'avidità delle corporazioni che cercando di appropriarsene hanno determinato il rischio di un conflitto. Si dovranno fronteggiare umani ed alieni per tentare di scongiurare il pericolo di una guerra imminente.
Il gioco come game-concept funziona anche se come vedremo ha fatto delle scelte coraggiose, non condivise da tutti.
L'impianto di gioco è solido con una discreta trama, anche se oramai è diventato estremamente difficile essere originali e non "appoggiarsi" a qualcosa di già visto; per certi versi mi ha ricordato Doom, per la ricchezza di armi: abbiamo a disposizione varie pistole, il fucile a pompa, la mitragliatrice d'assalto, il lanciagranate ( sei diversi tipi di granate, tra cui quella tossica), il fucile di precisione con un fantastico zoom, il lanciamissili, il lanciafiamme ed altri aggeggi di provenienza aliena.

I mostri sono vari e forniti di un'intelligenza artificiale davvero all'avanguardia: spuntano freneticamente rendendo tutte le missioni divertenti come non mi capitava dai tempi di Doom o giù di lì...
Dicevamo dell'intelligenza artificiale... qui la Epic ha fatto un buon lavoro: ad esempio i nemici cambieranno arma a seconda della lontananza : se ci troviamo a distanza ravvicinata ci dovremo difendere da attacchi portati con gli shotgun, mentre se ci allontaniamo, il nostro avversario cambierà rapidamente arma prendendone una più adatta allo scontro a distanza; ottima la tattica di branco che ci ha più volte messo in difficoltà ( a partire dagli orrendi ragni del secondo livello). Anche in questo episodio abbiamo gli Skaarj, crudeli lucertole umanoidi che abbiamo conosciuto già nel primo unreal.
Il motore di Unreal2, e lo si sapeva, è il medesimo usato per Unreal Tournament 2003; la grafica molto bella doveva giocoforza appoggiarsi ad un engine grafico potente; ovviamente questo comporta che anche le richieste hardware siano molto elevate: come requisiti minimi abbiamo PIII a 733MHz, una scheda grafica a 32Mb e 256Mb di RAM sono davvero essenziali.
Questo aspetto può essere giustificato se consideriamo che il numero di poligoni utilizzato per realizzare i vari modelli è tra i più alti visti finora, le texture sono eccellenti con un pixel shader in grado di dare ad alcune superfici (ad esempio l'acqua) livelli di realismo fantastici.
Le esplosioni e le fiamme sono tra le migliori mai viste e il dettaglio è complessivamente molto buono; anche l'audio svolge degnamente la sua parte: ottimo il parlato, i suoni e le musiche sono tecnicamente ben realizzate con ottimi livelli di spazialità .
Tessuti i meritati elogi, è corretto parlare anche degli aspetti negativi: ha suscitato parecchio clamore ad esempio la mancanza del multiplayer,
scelta che di fatto abbassa la longevità del gioco, anche se alcune esperienze probabilmente rendono meglio se giocate in solitaria (pensiamo ad esempio a Myst) ; la mancanza di multiplayer in realtà in Italia sarà avvertito meno, considerati gli ancora elevati costi di connessione per giocare in
multiplayer.
Altro aspetto negativo è la relativa brevità degli episodi; anche qui possiamo dire che sicuramente una maggiore lunghezza di alcuni episodi non avrebbe di certo infastidito, anzi, e comunque il gioco presenta una discreta lunghezza complessiva per perdonare anche queste pecche di struttura.
La verità è che quando si attende spasmodicamente un gioco, quasi sempre si finisce delusi: le richieste hardware esose, unite ad una relativa brevità del gioco, ha comportato qualche coro di critiche, ma nel complesso la comunità dei gamers ha accettato il gioco; in attesa di Doom III, che promette di ridisegnare per l'ennesiva volta il concetto di sparatutto, può bastare per trascorrere qualche ora in compagnia di un fucile a pixel in un mondo "unreal" che, visti i tempi, ci fa meno paura di quello "real".
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