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Non ridete subito appena letto questo sottotitolo: quello che si dice è verissimo.
In collaborazione con una casa americana di abbigliamento intimo, la Big Dogs, ci viene regalato un paio di mutande nuove (solo per i residenti Us, comunque), visto che passerete dei veri e lunghissimi incubi spaventosi che...renderanno necessario questo cambio d'abbigliamento.
A parte gli scherzi posso assicurarvi fin d'ora che tutte le promesse insite in questo prodotto della Fox Interactive vengono mantenute in pieno.
Pur trattandosi di un titolo che sfrutta i tie-in dei vari film e che ripercorre il noto filone degli sparatutto in tre dimensioni, fermo restando che Half Life, Quake e Unreal sono di altra fattura, rende alla perfezione la sensazione di paura e di pericolo incombente tipiche delle ambientazioni cinematografiche.
Ci viene data la possibilità di impersonare un' Alieno, un Predator oppure un'intrepido marine spaziale: in ogni caso ci saranno una serie di missioni, sempre più complicate e difficoltose, ognuna secondo la logica di colui che interpretiamo.
Spunto interessante, riprendendo quello che aveva introdotto anni fa il mitico Dark Forces della Lucas Arts, l'impossibilità di salvare se non a missione completata, cosa che contribuisce a rendere ancora più importante il ruolo della strategia personale.
Non si tratterà più di eliminare il più grosso dei boss o saltare al limite da un punto ad un'altro semi inaccessibile, affrettandosi a salvare per non dover ripetere l'azione: se si sbaglia...si paga. E se si muore a 2 metri dall'uscita...si riparte da capo e non sempre con i nemici allo stesso posto!
Personalmente ho giocato quasi tutta la prova "su pista" con il personaggio più debole, ovvero il marine. Effettivamente credo che sia il compito più arduo il suo.
Sottopotenziato come fisico, potente come armamento ma con munizionamento piuttosto limitato (questo viene fornito in quantità diverse a seconda del livello di difficoltà impostato), deve affidarsi ad una discreta precisione nel tiro, alla solita ed insostituibile dote umana del "sapersi arrangiare" e ad un rivelatore di movimento, utile per capire da dove stanno arrivando gli intrusi.
Una sensazione di vera paura correrà per le vene, nascosti dietro ad un angolo, con il rivelatore pullulante di piccoli puntini che si avvicinano, il solo M16 con lanciagranate, in un maledetto cunicolo stretto e buio, che la visione ad infrarossi renderà ancora più tetro.
Più di una volta mi sono trovato ad urlare, spalle al muro, scaricando caricatori su caricatori, mani sudate ed occhi sbarrati, il dito che schiaccia fino al dolore fisico il pulsante di fuoco, cercando di intravedere dov'è la minaccia! Beh, se l'intento della Rebellion (il team di sviluppo prodotto poi dalla Fox Interactive) era quello di farci rivivere i fasti dei primi due episodi di Alien...devo dire che ci sono pienamente riusciti.
Graficamente mi pare curato sotto ogni aspetto, anche se in particolari situazioni si avvertono dei fastidiosi effetti di clipping delle immagini. Il contributo dell'accelerazione hardware si vede tutto: le fiamme, il fumo, la nebbia e le luci forti sono riprodotte con effetti sorprendenti, mai fuori luogo e con una competente calibrazione delle fonti luminose e della loro intensità.
Comunque regna incontrastato un buio tetro e carico di atmosfera, di paura e di ignoto, che innalza la portata del titolo, rendendolo appetibile non solo ai cultori del mito-Doom o ai cinefili del ramo fantascientifico, ma anche a tutti coloro che vogliono sentire un coinvolgimento emotivo-emozionale quasi al livello epidermico.
Tutto questo è racchiuso in una serie di livelli, di cui alcuni accessibili solo dopo il completamento di missioni a livello "realistic" o "director's cut" tutti molto ben ambientati, vari al punto giusto, complessi in molti casi se non proprio enigmatici, che contribuiscono ad una profondità ragguardevole. Porto ad esempio la possibilità, sconsigliabile a chiunque, detto per inciso, di distruggere ogni singolo elemento di una sala, dalle sedie alle suppellettili, dalle vetrate agli armadietti (grosso realismo ed altrettanta grossa immedesimazione nel cuore dell'azione, ma inutile spreco di proiettili...), per arrivare ad estintori, casse e bombole che, però, vi potranno più facilmente essere d'aiuto per intrappolare un'incauto avversario, specie in multiplayer.
A dire il vero, se confrontato con alcuni dei suoi concorrenti, non eccelle in quanto a "level design": forzature ed esagerazioni sono presenti in alcuni livelli superiori e non sempre ci si può permettere di saltare da altezze elevate. Peccato che quasi sempre ci troveremo di fronte ad una scelta obbligata che, in talune situazioni, risulta restrittiva e troppo pesante in termini di risorse.
La parte audio, impressionante e curatissima, completa in maniera più che convincente il risultato finale con effetti sonori di grandissimo effetto e di buona efficacia conditi da un commento musicale molto azzeccato, mai fuori luogo e mai troppo invadente, che ben si adatta allo spirito generale oppressivo che permea e pervade il titolo in ogni su recondito punto.
Configurabilissimo, grazie a dei menù che permettono una totale personalizzazione dei controlli, diversa per ognuno dei tre personaggi in gioco, con una scala di difficoltà crescente, basata su tre ben distinti livelli, di cui solo gli ultimi due rendono l'esperienza assolutamente imperdibile.
Un cenno sulle due razze aliene: il Predator ha armi molto sofisticate, è molto prestante fisicamente, ha quattro diverse modalità di visione, può nascondersi rendendosi invisibile e raggiungere luoghi molto impervi grazie al suo speciale gancio; l'Alieno non dispone di armi molto devastanti, ma utilizza quello che la natura gli ha dato, la coda, la mandibola retrattile, gli artigli e l'acido, si può arrampicare ovunque ed utilizza una vista particolare (molto a grandangolo) e di una modalità in "negativo" di grande efficacia.
Questo AvsP risulta essere un titolo assolutamente ben riuscito, interessante, difficile al punto giusto e molto appassionante. Qualcuno potrà trovare frustrante il non poter salvare la situazione se non a fine livello. Per me è un punto di forza, perchè costringe ad una maggiore attenzione e ad un'uso più esteso del cervello, soppesando ogni mossa e procedendo con la dovuta cautela.
Il multiplayer, non profondamente testato, sembra dare ancora più soddisfazione: purtroppo il titolo non è tra i più diffusi, al momento e quindi non è semplice trovare avversari sulla Rete, mentre utilizzato su di una LAN innalza il valore del prodotto.
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