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Rise of the Nation è l'ultimo nato in casa Microsoft nel settore
dei videogiochi RTS (strategici in tempo reale): succedendo ad best
seller mondiali come la serie Age of Empires, ovviamente, doveva
dare qualcosa in più, ed infatti rende disponibili 18 diverse
nazioni (Atzechi, Bantu, Cinesi, Coreani, Egiziani, Francesi,
Giapponesi, Greci, Inca, Inglesi, Maya, Mongoli, Nubiani, Romani,
Russi, Spagnoli, Tedeschi, Turchi), e più di 50 tecnologie da
cercare, per aprire scenari di gioco difficilmente superabili in
termini di longevità e divertimento.
Un mondo a parte
Il
gioco può essere riassunto come l'evoluzione dell'umanità dai
primordi all'epoca delle superpotenze; tipicamente, l'evoluzione
deve essere sia militare che soprattutto, economica: infatti, solo
con risorse (legname, cibo, metalli) sarà possibile commerciare e
trarre profitti da investire nella ricerca e nelle spese militari.
La potenza della nazione sarà determinata dalla sua capacità di
espandersi, creando nuovi insediamenti e nuove rotte commerciali;
fatalmente, arriverà il momento di scontrarsi con le nazioni
contendenti, che ovviamente vorranno fare lo stesso; esistono
praticamente due modalità di vittoria in RON, controllare il 70%
della mappa geografica, oppure conquistare la capitale nemica.
La parte più divertente in ambito single-player secondo noi, è la
modalità campagna di conquista del mondo: in questa modalità ci si
presenta una mappa del mondo stile Risiko (che nostalgia sigh....)
da cui decidere quale nazione affrontare, oppure quali territori
conquistare, magari ci sarà da combattere contro organizzatissimi
eserciti, oppure talora dovremo fronteggiare rivolte armate, da cui
resistere .... La parte single player, anche se divertente, alla
lunga potrebbe risultare ripetitiva, ma acquista decisamente nuova
linfa con il multiplayer: in questo genere di giochi oramai ci deve
essere obbligatoriamente una parte multiplayer all'altezza, pena
l'insuccesso del titolo: e in questo campo, RON si presenta ai
massimi livelli, con 8 giocatori in gioco e un mare di
personalizzazioni in grado di rendere ogni partita diversa da
un'altra.
La grafica è spettacolare, anche se probabilmente non è quella
più evoluta in assoluto, ad esempio quella di C&C Generals
risultava migliore: in RON abbiamo la classica grafica 2D con vista
anisometrica dall'alto, con il realismo che già avevamo apprezzato
si dai tempi ai AOE II con più dettagli (deliziosi i soldati che
fumano le sigarette quando inattivi), mentre il sonoro si conferma
solido; l'impianto di gioco risulta solidissimo, con aspetti
derivati dal game-concept di Civilization; non è un caso che sia
stato ingaggiato il responsabile del progetto Civilization II.
Dovremo riuscire a far evolvere la nostra nazione nel minor tempo
possibile, cercando ovviamente di sfruttare al meglio le scoperte
tecnologiche che faremo. In RON esistono quattro distinti aspetti
evolutivi: militare, scientifico, civico e commerciale. L'evoluzione
deve essere bilanciata, per intenderci è consigliabile evolvere in
tutti e 4 gli aspetti. Durante gli anni verranno rese disponibili
alcune risorse che daranno nuovo impulso alla nostra civiltà, come
ad esempio il petrolio.

L'erba del vicino
Fatalmente, nel nostro processo di espansione verremo in contatto
con le popolazioni vicine e altrettanto fatalmente saremo
reciprocamente attratti dalle risorse dei territori; con queste
premesse, lo scontro armato sarà pressochè inevitabile e per
questo motivo, dovremo essere preparati. Per vincere una battaglia,
dovremo avere eserciti potenti, che si possono ottenere solo con
un'adeguata potenza economica e una grossa capacità produttiva.
L'aspetto gestionale è decisamente molto curato e ricco: sono
disponibili 8 ere: Antico (2000 BC), Classico(1999 BC -500 DC),
Medioevo (501 DC -1299 DC ), Polvere da Sparo (1300 DC -1715 DC),Illuminismo
(1716 DC -1880 DC), Industriale (1881 DC -1935 DC), Moderno (1936 DC
-1968 DC), Informatico (1969 DC)
6 risorse base: cibo, legname, metallo, ricchezza, petrolio,
sapere
32 risorse secondarie successivamente disponibili in seguito:
agrumi, alluminio, ambra, argento, balene, bisonti, carbone,
cavalli, cotone, diamanti, foche, gemme, gomma, lana, marmo,
ossidiana, papiro, pavoni, pelliccia, pesce, rame, reliquie, sale,
seta, spezie, tabacco, tinta titanio, uranio, vino, zolfo, zucchero.
Queste non servono per la produzione ma danno bonus a chi le
possiede.
La struttura di base è quella che abbiamo visto nella serie di
Age of Empires, dove per ogni armata ce n'è sempre un'altra pronta
a sfruttarne i punti deboli, e aggiungiamo qualche opzione tattica
in più come la possibilità di creare unità e assegnarle in
automatico ad un gruppo. Tutto questo, unito alla grande varietà di
situazioni che incontreremo con il passare delle ere, farà sì che
il nostro interesse per i combattimenti sia sempre molto elevato; un
poco deludente l'aspetto diplomatico, abbastanza rigido e per la
verità piuttosto povero: sarà possibile stipulare patti di non
belligeranza con le potenze vicine attraverso il pagamento di
tributi, oppure scambi di risorse..
Il gioco tecnicamente è realizzato bene, sia la grafica che il
sonoro risultano di buon livello, anche se ci è capitato di notare
qualche bug grafico, come ad esempio unità bloccate da altre.
lAlcune risorse risultano ancora in condominio con le varie civiltà
e questo un peccato, anche se ciascuna civiltà ha qualcosa di unico
e caratteristico in accordo con le proprie peculiarità.
Rise
of Nations è un gioco valido, consigliato a tutti gli appassionati
anche se i puristi della tattica militare, avranno sempre di che
ridire su un gioco strategico in tempo reale; il gioco, si segnala
come il degno erede di un genere che con AOE aveva toccato punte che
ora RON ha superato, superando Civilization nel suo stesso campo,
decretandone la sconfitta. L'idea alla base del gameplay, è unire
le peculiarità dello strategico in tempo reale, con alcuni aspetti
degli strategici a turni Dovendo classificare Rise of nations
ptremmo definirlo come uno strategico ibrido: un po’ a turni e un
po’ in tempo reale. Il commercio, il vero motore economico, sarà
l'aspetto decisivo per rendere fiorente una nazione; trascurarlo per
sviluppare solo la potenza militare sarà indice di sicura
sconfitta. Le nostre città svilupperanno nuove tecnologie e
potenziamenti per funzionare sempre meglio e sempre più
velocemente. Altre strutture importanti sono l’ università, luogo
dove si “crea” la conoscenza, e il mercato dove si possono
creare carovane che, girando per le varie città, aumenteranno la
vostra ricchezza. Sempre nel mercato potrete creare i mercanti:
questi sono particolari personaggi che potranno insediarsi laddove
ci sia una risorsa speciale, iniziandone così il commercio e
fornendovi svariati bonus a seconda della risorsa. Il territorio è
disseminato di risorse preziose che aspettano solo di essere
conquistate! Come avrete già intuito, passare d’età sarà
fondamentale per avere la meglio sul nemico: non solo i vostri
impianti produttivi saranno più efficienti, ma le vostre unità
militare saranno meglio addestrate ed equipaggiate. Volete mettere
combattere un nemico che usa ancora cavalli e spade con soldati
muniti di fucile, cannoni e aggeggi simili? Le unità militari
saranno spesso la chiave di vittoria delle vostre partite, ma non
sempre. Rise of nations fa sorridere infatti per un sistema di
vittorie che non prevede unicamente l’annientamento del nemico:
potrebbe venirvi richiesto di resistere ad una attacco per un certo
tempo, di occupare una certa percentuale di territorio, di creare
prima di un avversario una meraviglia, e obbiettivi stravaganti che
rendono il gameplay meno monotono e più diversificato. In questo
modo sarete spinti a non concentrarvi esclusivamente sull’esercito,
ma anche su tutti quegli aspetti commerciali e tecnici che spesso
negli strategici vengono ignorati o relegati in secondo piano. Se
avrete successo nelle vostre azioni, riuscirete a conquistare una
parte di territorio nemico, assicurandovi a volte rifornimenti,
eserciti supplementari, e particolari bonus territoriali che potrete
giocarvi durante un attacco o una difesa successiva. Se invece
dovesse succedervi di perdere, una parte del vostro territorio
passerà in mano al nemico, e la vostra potenza si ridurrà. Durante
la fase in tempo reale, è risultata particolarmente azzeccata la
scelta di introdurre una pletora di opzioni per il comando delle
unità. Mai più un cittadino nullafacente: se per caso un abitante
delle vostre città dovesse rimanere senza impiego, nel giro di
pochi secondi l’IA del gioco gli suggerirà dove andare a
lavorare. Quanto avete sognato di non vedere più accesa l’icona
di “cittadino in attesa”? I Big Huge l’hanno pensata proprio
bella. Ritroverete anche le opzioni di aggressività delle varie
unità e di gestione del territorio: gli esploratori saranno quindi
liberi di andare per i fatti loro senza bisogna di troppe cure,
mentre le unità commerciali come le carovane, troveranno le rotte
più idonee per portare ricchezza alla vostra civiltà. Insomma, il
gameplay di questo Rise of nations è un piccolo gioiello: ogni
trovata è utile al fine di rendere la vostra esperienza videoludica
la più divertente e meno noiosa possibile, e credetemi, i Big Huge
ci sono riusciti benissimo.
Per
quanto riguarda l'audio, se i rumori sono ottimamente resi, le
musiche sono ripetitive e abbastanza noiose; anche in questo campo
la sensazione di "già sentito" è molto forte,
praticamente molti effetti sonori sono i medesimi di AOE... Anche in
questo campo, altri titoli, come ad esempio Stronghold, hanno saputo
fare di meglio.
In Rise of nations la giocabilità maschera i punti deboli
(audio) e grazie ad un impianto di gioco solidissimo, consente a
questo titolo di candidarsi al trono del migliore RTS dell'anno.
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