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Il formato Raw

Alla scoperta del formato delle nostro foto digitali

 

Cambiano i tempi e la fotografia si evolve, passando da un ambito chimico-analogico ad uno digitale; ora la camera oscura si chiama RAW.
Con il diffondersi sempre più massiccio delle fotocamere digitali , anche il mestiere del fotografo muta, ws il fotografo oggi utilizza molto meno i reagenti chimici e molto di più il pc per lo sviluppo delle fotografie.
Oggigiorno elaborare al computer un'immagine Raw è importante quasi quanto lo scatto stesso,  ma l'esperienza deve aiutare a non creare foto "finte" esattamente come avveniva nella camera oscura.
Anche se la tecnologia digitale ha ptraticamente mandato in pensione la chimica, relegandola alla passione di sfegatati irriducibili, lo sviluppo dell'immagine è ancora un elemento importante. Ciò è particolarmente vero per i file in formato Raw, che rivelano la loro magia di colori solo dopo essere stati correttamente convertiti.
Fortunatamente i processi digitali, ottenuti tramite computer, sono di gestione più agevole rispetto a quanto accadeva ai tempi dell'analogico, quando chi operava in una camera oscura operava in maniera misteriosa, quasi "stregonesca".

Una questione di software "giusto"

Nel flusso di lavoro digitale, i convertitori Raw svolgono la medesima funzione che un tempo aveva lo sviluppo della pellicola. Questi programmi infatti, trasformano i dati "grezzi" (RAW), catturati dal sensore, l'equivalente della pellicola, in un'immagine riproducibile e visualizzabile in un monitor.
Il formato RAW è un formato oramai maturo ed abbastanza standardizzato, ma le case produttrici giocano ognuna per se, introducendo qualche "piccolo" dettaglio per fare in modo che possa essere letto solo dai (costosi) software proprietari, ma le cose stanno lentamente ma inesorabilmente cambiando, e si arriverà al formato aperto.
Attualmente, ogni azienda, per esempio Canon e Nikon, ha sviluppato un software proprietario per convertire i file Raw: quello di Nikon si chiama Capture NX (www.nital.it) mentre quello di  Canon si chiama Digital Photo Pro (www.canon.it).
Photoshop, rende invece disponibile il plug-in gratuito Adobe Camera Raw (www.adobe.it), e c'è anche la variante più leggera, rappresentata da Photoshop Elements.
Adobe ha lanciato un altro convertitore Raw: un gran numero di funzioni infatti è stato inserito in Lightroom, comprese quelle presenti nel noto Pixmantec Raw, acquisito da Adobe nel 2006.
Ovviamente le immagini Raw possono essere convertite anche in formato Jpeg ma ciò comporterebbe la perdita dei vantaggi offerti dal Raw a causa dei limiti dovuti alla diversa profondità dei colori. Sono ottimi anche software molto noti come ACDSee Pro, CaptureOne (www.phaseone.com), Silverfast DCPro (www.silverfast.com) e Bibbie (www.bibblelabs.com).

Il formato RAW in breve

Un file Raw salva esattamente ciò che il sensore della fotocamera cattura. Si tratta di una sorta di mosaico di punti colorati rossi, blu e verdi che il convertitore Raw trasforma in un'immagine riproducibile dal computer. Un file Raw non viene elaborato dalla fotocamera o dal computer per guanto riguarda la definizione, i filtri o il bilanciamento del bianco, e questo è il motivo per cui visualizzando un file RAW, difficilmente vedremo foto indimenticabili, poichè non è intervenuta alcuna elaborazione, effettuata o in automatico dall'apparecchio fotografico, oppure manualmente dal fotografo. Nell'immagine RAW sono comunque presenti tutte le informazioni necessarie per un elaborazione (automatica o meno) che renderà la foto eccellente.
Il fotografo manipolerà manualmente questi parametri a seconda delle proprio esigenze, e proprio in questa fase, come del resto avveniva nella camera oscura, l'esperienza del fotografo sarà decisiva per ottenere foto fantastiche, oppure foto con cromatismi alterati , colori troppo saturi o "slavati" e ombre irrealistiche.

La profondità dei file RAW

Il formato RAW si presenta con un elevata profondità dei colori: un file Jpeg utilizza colori a 8 bit per canale, per esempio con 256 livelli diversi di sfumature.   I file Raw lavorano invece a 12 bit con 4.096 livelli di sfumature. Questa differenza difficilmente si nota con i monitor di fascia "consumer", poichè lavorano comunque a 8 bit, mentre è apprezzabile con i monitor professionali, e naturalmente nelle stampe; tale maggiore profondità di colore assicura la possibilità di un incremento di qualità.

Compressione senza perdita di qualità


Prima abbiamo detto che ciascuna casa sta lavorando ad un proprio formato RAW; in realtà il formato RAW è per fortuna unico; quello che le case produttrici stanno sviluppando è un proprio sistema di compressione del  formato RAW, in grado di non avere perdita di qualità; per questo motivo Nikon ha sviluppato il formato NEF, Canon CR2, Adobe in DNG; il rovescio della medaglia è che i software di elaborazione dati non sempre riescono ad aggiornare correttamente le modalità di lettura di questi formati; ad esempio il formato NEF dell'ultimo gioiellino di casa Nikon la D-90, non era letta da Camera Raw e ACDsee, ed ha costretto i produttori ad aggiornare il proprio software; ovviamente Nikon preferirebbe che si utilizzasse il suo software a pagamento, ma questa è un'altra storia...

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